Kate Middleton è incinta. Se non fosse che stiamo parlando della consorte di William d’Inghilterra probabilmente l’avremmo saputo prima noi e poi sua nonna, gran donna.

– Primo perchè sono mesi che paparazzi più o meno discreti fotografano la pancia della povera (in maniera metaforica) ragazza in cerca di qualche centimetro in più.
– Secondo perchè non appena la notizia di una presunta gravidanza della duchessa è stata confermata, il sito ufficiale della corona non ha perso tempo ed ha pubblicato il testo che, con molta diplomazia e il classico tatto english style, ci ha reso partecipi di questa bella notizia da famigliola felice. Ma ancora prima, forse, o comunque in tempo più o meno reale, twitter faceva il suo bel lavoro di “cinguettatore a ruota libera” e informava, con hashtag che proprio non ci si poteva sbagliare, della lieta novella.

Strano che una notizia del genere sia diventata tanto virale da far passare in secondo piano anche, per un po’ di giorni, (o, almeno, giocandosela bene) lo scoop dell’account Twitter del Papa, facendo capolino tra i trend topic anche in Italia…. proprio strano.

I Social Network hanno cambiato radicalmente la diffusione delle notizie, di gossip o meno, nell’arco degli ultimi anni e non solo.

Il caso di Kate Middleton e della sua gravidanza è solo la punta dell’Iceberg.
In effetti quando si tratta di conoscere eventi, consultare notizie più o meno importanti su scala mondiale, nazionale o anche solo locale, Twitter in particolare si è rivelato essere il più immediato, discreto e, accidenti, veritiero canale di aggiornamento degli ultimi tempi, seguito a ruota da Facebook e da Google + (che, diciamocelo, fa ancora fatica a rodare….)

Abbiamo avuto modo di accorgercene con ogni sorta di avvenimento, dalle elezioni politiche, alle catastrofi naturali, dagli andamenti delle partite ai meeting internazionali di un certo rilievo.

Come tutta l’informazione che arriva dal basso, le notizie erano sempre fresche, pulite, non manipolate in alcun modo e, spesso, crudamente vere: proprio come le notizie dovrebbero essere quando arrivano a chi le apprende, proprio come oggi non sembrano più essere, edulcorate, filtrate e spesso censurate/manipolate o rese semplicemente di parte dagli organi di stampa ufficiali.

Come dire “that’s it folks”, ne più ne meno, a voi la scelta se apprendere (nel primo caso) o limitarsi a credere (nel secondo).