Dopo gli spot 500 by diesel, irriverenti ma divertenti, che colpiscono dritto nell’orgoglio di chi ormai di Facebook non può farne più a meno, e i tentativi comunicativi della Sony, sono sempre più le aziende che utilizzano nei modi più fantasiosi i social network per veicolare messaggi pubblicitari o semplicemente idee comunicative.

Ovvio che, come ci si aspetterebbe, è proprio Facebook a farla da padrona, aprendo nuove strade a metà tra tecnologia avanzata e malinconico ricordo dei tempi che furono.

E’ di qualche settimane fa la notizia, con tanto di reportage fotografico, di una iniziativa in Ungheria da parte di una nota compagnia telefonica nazionale.

Il concetto è più o meno sempre lo stesso: un invito a staccarsi per un poco dal computer e dai “fatti postati” degli altri e vivere la città, approfittando delle belle giornate di sole che questa estate ci regala.

Nasce con questo spirito T-Mobile Facebook on the street, una iniziativa di una originalità disarmante di chi, trovando difficoltà a far uscire fuor di casa o di ufficio gli ungheresi presi dai social network, ha pensato bene di spostare proprio Facebook nelle piazze della città.

E così in una delle location più frequentate solitamente è stata posizionate una pagina web di carta, somigliante in tutto e per tutto a quelle di Facebook, con tanto di omini che “appiccicano” letteralmente i post scritti a mano di coloro che vogliono partecipare lasciando un messaggio pubblico per l’iniziativa.

Nel cartellone gigante non manca proprio niente, si tratta di una fedele riproduzione in scala maggiorata di una qualsiasi pagina pubblica di Facebook: ci sono i post testuali, la foto dell’avatar (con schizzo eseguito a mano) e i banner pubblicitari sulla destra della schermata.

L’iniziativa ha avuto vita dal 30 Luglio all’8 Agosto ed ha visto la partecipazione interessata e divertita di ben 18,000 post, con oltre 9000 disegni effettuati per accompagnarli.

Una iniziativa che fa sorridere, ma che a ben pensarci, fa anche riflettere sui nuovi rapporti interpersonali, in cui ci si perde dietro alle amicizie virtuali, per ritrovarsi a non conoscere neanche il vicino di casa. Ammesso che non abbia Facebook ovviamente.