È tutto un gran parlare sul web sull’utilità degli influencer nelle strategie pubblicitarie aziendali, ma anche della figura stessa dell’influencer, vero o presunto, esistente o non.

Quanto sei disposto a pagare perché un influencer ti sponsorizzi? E sulla base di cosa stabilisci un influencer può essere utile per il tuo marchio?

Purtroppo il problema di oggi è derivante da vari fattori che potremmo sintetizzare in un unico punto: come cavolo lo identifichiamo un influencer?

Gli influencer esistono!

Chi urla ai quattro venti che gli influencer in realtà non esistono, che sul web vivono solo presunti esperti con poco cervello, fa lo stesso errore di chi si fa accalappiare da un ciarlatano travestito da esperto.

Gli influencer non sono nati con i social: cosa era secondo te Cristiano Ronaldo per la Nike? Un testimonial… in quanto influencer del mondo giovanile… cioè del mondo che compra abbigliamento sportivo!

Ed ecco quà che nulla di nuovo bolle in pentola. Siamo forse di fronte alla classica minestra riscaldata che si fonda sullo spirito di emulazione dell’essere umano? Forse sì, ma il mezzo è ben diverso e con una possibilità di penetrazione ben maggiore.

Se ti consideri influencer… chi influenzi veramente?

Identificare un influencer è quindi un problema e lo è perché la sua reale potenza è difficilmente quantificabile: un numero stratosferico di contatti twitter o facebook non rendono un individuo un influencer, come anche essere esperto, ma non saperlo comunicare, rende la tua conoscenza un mondo chiuso assolutamente inservibile.

Nel marasma di cialtroni che sponsorizzano la loro vita a “sbafo” esistono anche dei reali influencer. Persone che esprimendosi su un argomento possono far pendere l’ago della bilancia da una parte o dall’altra.

Pensate che Leroy Merlin ha cambiato la sua strategia nei confronti del Green proprio per poche parole del Papa… ora Papa Francesco cosa c’entra con la pubblicità sul web? Nulla, ma ha creato con una frase una tendenza di marketing: chi sul web può fare questo?

A volte per essere influenti non bisogna avere 700.00 follower, ma poche centinaia di individui che seguono e pendono dalle labbra di un soggetto e tramutano parole in acquisti!

Tu chi credi sia un reale influencer nel tuo settore? A chi metteresti in mano il tuo marchio?