Tempo di Feste, di giri di shopping, regali di Natale e centri commerciali.

Secondo le statistiche, è proprio in questo periodo che, distratti dai milioni di giri da fare, ma con l’occhio comunque in cerca costante dell’affare, buona parte degli italiani casca di petto e con il botto nelle gaffe a consumatori più disparate.

Come le innocenti firme poste sotto contratti dalle clausole così piccole che più piccole non si può, spesso proprio negli stand dei centri commerciali, che per lo più offrono cambi di operatore telefonico, fisso o del cellulare, e servizi opzionali a pagamento per la televisione, Sky per tutti ha già raccolto una lunga serie di reclami in merito, che si sono propagati a macchia d’olio, anche attraverso i social media. Interpellato, attraverso una intervista telefonica che chiedeva il parere di un esperto proprio per un caso legato a Sky, l’avvocato Todeschini, dell’Unione Nazionale Consumatori ha confermato che questo è un problema che riguarda sky ma anche molte compagnie telefoniche.

È andata cosí: in pratica una ascoltatrice, tra l’altro già cliente sky, è stata invitata a firmare un nuovo contratto, fomentata da offerte convenienti alla sua sottoscrizione, scoprendo poi a casa che tali non erano.

Ascoltiamo una registrazione andata in onda all’interno di un programma “Sassolino” su Radio Padova

Ma non basta: beneficenza che non si sa bene dove vada a finire, acquisti “pacco”, e spedizioni che rendono i nostri regali latitanti in giro per il mondo sono solo altri esempi di questa tragicomica odissea del consumatore natalizio.

A livello di strategia, quale che sia il servizio o la promozione offerta, gli stand posizionati nei supermercati, spesso “abitati” da profili commerciali molto abili, contano moltissimo sulla classica firma di impulso, proprio con la stessa strategia di vendita degli articoli posti nei pressi delle casse nei supermercati.

Secondo la psicologia del marketing infatti, esistono articoli che vengono inseriti nel carrello all’ultimo momento, senza che di essi vi sia un reale bisogno.

Il fatto che poi, essendo essi così vicini alle casse, non ci sia il tempo materiale per ripensamenti rende la conversione sicura e veloce. Ci vuol poco, con questi presupposti, che l’utente “intortato” firma, non solo senza andare a leggere e valutare le clausole contrattuali (che, accidenti, nella maggior parte dei casi sono interpretabili con difficoltà anche da esperti di legge, parola dello stesso avv. Tedeschini nell’intrvista di cui sopra), ma spesso non si preoccupa neanche di leggere il corpo del contratto stesso, magari tirato per la giacca da un bimbo annoiato che comincia a fare i  capricci.

Il consiglio spassionato per evitare problemi in futuro è, ovviamente, dettato dal buonsenso: non firmare nessun tipo di impegno scritto se non si ha il tempo e la calma di leggere, e comprendere, il corpo del contratto offerto.

Nel caso in cui, invece, la firma ci sia già stata, è importante sapere che per tutti i contratti di tipo commerciale, la legge prevede il “Diritto di Ripensamento”, da esercitarsi entro 10 giorni dalla sottoscrizione: dunque il tempo di tornare a casa, leggersi il contratto per bene e decidere, qualora le cose non ci siano chiare o non ci convincano, rescinderlo senza alcun danno per noi ed il nostro portafogli.