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	<title>Concentratore</title>
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	<description>Solo un altro sito WordPress</description>
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		<title>Il Terzo Polo sciolto con un Tweet</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 14:26:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Michele Meraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[terzo polo twitter]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[Se Twitter sembrava essere il mezzo di comunicazione più usato da sportivi, celebrità della musica, del cinema o dello spettacolo; oggi abbiamo capito che l&#8221;uccellino è &#8220;entrato&#8221; anche in politica. Non si tratta di un nuovo partito come quello di &#8220;Grillo&#8221;, nè che gli animali hanno deciso di scendere in&#8230; <a href="http://concentratore.it/il-terzo-polo-sciolto-con-un-tweet/" class="read_more"><br />Continua a leggere ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1896" title="terzo-polo-twitter" src="http://concentratore.it/wp-content/uploads/2012/05/terzo-polo-twitter1.jpg" alt="" width="600" height="391" />Se <strong>Twitter</strong> sembrava essere il<strong> mezzo di comunicazione</strong> più usato da sportivi, celebrità della musica, del cinema o dello spettacolo; oggi abbiamo capito che l&#8221;uccellino è &#8220;entrato&#8221; <strong>anche in politica</strong>. Non si tratta di un nuovo partito come quello di &#8220;Grillo&#8221;, nè che gli animali hanno deciso di scendere in politica, visto che ormai il panorama nazionale di chi ci governa è una sorta di <strong>grande circo.</strong></p>
<p>Stiamo parlando del primo caso in Italia di <strong>informazione convenzionale</strong> che supera di gran lunga quella con convenzionale che si può trovare nei <a href="/category/social-network/">social network</a>.</p>
<p>L&#8221;episodio è quello che ha visto il <strong>leader politico</strong> Pierferdinando Casini, annunciare la decisione di riformare il suo schieramento politico, denominato <strong>Terzo Polo,</strong> dopo il responso delle urne delle <strong>ultime elezioni amministrative.</strong></p>
<p>Casini, questa volta, non ha usato il classico <strong>comunicato stampa</strong> diramato poi dalle agenzie; ma si è servito di un <strong>tweet</strong>, sfruttando i <strong>55 mila followers</strong> presenti sul suo contatto. Le testuali parola del leader politico sono state: &#8220;Il Terzopolo è stato importante per chiudere la stagione.</p>
<p>Berlusconi, non è in grado di rappresentare cambiamento e novità&#8221;. La scelta di usare <a title="10 argomenti da twittare dall’account aziendale" href="http://concentratore.it/10-argomenti-da-twittare-dallaccount-aziendale/">Twitter</a> è stata sicuramente una mossa imprevedibile, <strong>ma concordata a tavolino;</strong> mentre la dichiarazione è stata fatta dopo aver avuto uno scambio di vedute con tutti gli alleati politici.</p>
<p>L&#8221;ex <strong>Presidente della Camera</strong>, poi, ci ha preso gusto e dopo qualche ora ha bissato il primo messaggio con un secondo<strong> tweet un pò polemico</strong> dove esprime il suo pensiero sul servizio pubblico dichiarando: &#8220;Stasera ho capito che Floris segue Twitter e non ascolta i <strong>Tg Rai.</strong> Della serie: declino del servizio pubblico!&#8221;.</p>
<p>Concordo con il pensiero di Casini sul declino del servizio pubblico, ma sarebbe più giusto dire che si tratta della normale <strong>evoluzione della comunicazione.</strong> Un pò come dire: il nuovo che avanza. Una cosa che purtroppo in politica non avviene più da moltissimi anni, visto che la <strong>classe dirigente</strong> ormai mostra sempre le stesse facce.</p>
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		<title>Gli errori SEO più comuni e i consigli per indicizzare il proprio sito</title>
		<link>http://concentratore.it/gli-errori-seo-piu-comumi-e-i-consigli-per-indicizzare-il-proprio-sito/</link>
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		<pubDate>Tue, 01 May 2012 12:31:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Michele Meraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Realizzazioni Web]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[ottimizzazione sito]]></category>
		<category><![CDATA[seo]]></category>

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		<description><![CDATA[Spesso quando si decide di creare un sito internet, la prima cosa che si pensa è l&#8217;ottimizzazione SEO. Prima di lanciarsi in questa sfida avvincente ma sicuramente non semplice; bisogna capire se il sito creato ha valore per gli utenti, quindi se può risultare utile.
Bisogna dare una linea guida&#8230; <a href="http://concentratore.it/gli-errori-seo-piu-comumi-e-i-consigli-per-indicizzare-il-proprio-sito/" class="read_more"><br />Continua a leggere ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1860" title="search-engine" src="http://concentratore.it/wp-content/uploads/2012/05/search-engine.jpg" alt="" width="600" height="325" />Spesso quando si decide di creare un <a title="Un blog per la mia azienda. Come fare?" href="http://concentratore.it/un-blog-per-la-mia-azienda-come-fare/">sito internet,</a> la prima cosa che si pensa è l&#8217;ottimizzazione SEO. Prima di lanciarsi in questa <strong>sfida avvincente</strong> ma sicuramente non semplice; bisogna capire se il sito creato ha valore per gli utenti, quindi se può risultare utile.</p>
<p>Bisogna dare una linea guida al <strong>proprio sito,</strong> con obiettivi ben precisi che siano semplici o complessi poco cambia, la cosa importante è che possano interessare.</p>
<p>Poniamo il caso si stia parlando di un sito aziendale: la prima cosa da fare quando si va ad ottimizzare le pagine relative ai prodotti è assicurarsi che coloro che si occupano del <a title="Marketing" href="/category/marketing">Marketing</a> siano informati di qualsiasi cambiamento apportato.</p>
<p>Lo stesso discorso vale per chi si occupa<strong> dell&#8217;area marketing</strong> che, nel momento in cui apporterà qualsiasi tipo di modiffica legata per esempio a materiale interattivo per il sito; starà attento all&#8217;indicizzazione sui <a title="Google: nuove politiche per la privacy" href="http://concentratore.it/google-nuove-politiche-per-la-privacy/">motori di ricerca</a> e che i contenuti siano reperibili in modo facile dagli utenti che <strong>visitano il sito</strong>.</p>
<p>Il consiglio principale è: non farsi prendere dalla moda SEO e dai suoi trucchi; ma <strong>indirizzare</strong> tutte le proprie forze verso quegli aspetti che possano essere un <strong>punto di forza</strong> per il vostro sito e che possano durare nel tempo, fornendo una certa popolarità al portale.</p>
<p>Importante sarà anche evitare di creare qualsiasi tipo di ostacolo, con una struttura agile del portale.</p>
<p>Dopo aver parlato degli errori più comuni che spesso si commettono, quando si va a creare un nuovo sito internet, andiamo a svelare alcuni <strong>consigli SEO</strong> che possono dare qual valore in più al vostro portale.</p>
<p>La prima cosa da fare è l&#8217;originalità del <strong>proprio sito</strong>, facendo sì che si distingua dalla massa; mentre in seconda battuta quello da tener presente è l&#8217;inserimento delle <strong>keyword più importanti</strong> all&#8217;interno dei testi presenti nel portale.</p>
<p>Bisogna sempre mettersi nei panni dei nostri visitatori e immaginare quali query userebbero per riuscire a reperire la nostra <strong>attività in rete.</strong> Un altro consiglio importante è quello legato all&#8217;utilizzo dei tag title e delle meta description in modo giusto.</p>
<p>E&#8217; fondamentale aggiungere la formattazione giusta per i <strong>rich snippets,</strong> tenendo presente il sito schema.org; solo una struttura snella all&#8217;intero del sito, grazie anche ad un buon <strong>linking</strong> interno, consentirà agli utenti una facile e veloce navigazione.</p>
<p>Bisogna sempre attivare i messaggi e gli indirizzi e-mail dai <strong>Google Webmaster Tools</strong>; in modo da essere sempre vigili su ciò che accade e quindi ricevere notifiche in caso di problemi come <strong>attacchi di hacker.</strong></p>
<p>Per concludere, due ultimi consigli utili sono legati principalmente alla freschezza dei contenuti, all&#8217;aggiornamento quotidiano e alla presenza su tutti i maggiori <strong>social network;</strong> senza trascurare la necessità di evidenziare quali possono essere gli aspetti più interessanti ed utili della propria attività, magari offrendo servizi che possono tornare molto utili gli utenti che ci visitano.</p>
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		<title>Dieci motivi per investire nell&#8217;e-commerce</title>
		<link>http://concentratore.it/dieci-motivi-per-investire-nelle-commerce/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 12:28:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Michele Meraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Strategie]]></category>
		<category><![CDATA[commercio elettronico]]></category>
		<category><![CDATA[e-commerce]]></category>

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		<description><![CDATA[Parlare di vendita online solo pochi anni fa sembrava quasi dire un&#8217;eresia. Oggi, se andiamo a valutare i dati, invece, ci si accorge subito che l&#8217;e-commerce oltre a funzionare è diventata anche una forma di vendita a dir poco vincente. Tutto questo è da attribuire al cambiamento da parte dei&#8230; <a href="http://concentratore.it/dieci-motivi-per-investire-nelle-commerce/" class="read_more"><br />Continua a leggere ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1862" title="crescita-ecommerce" src="http://concentratore.it/wp-content/uploads/2012/04/crescita-ecommerce.jpg" alt="" width="600" height="428" />Parlare di vendita online solo pochi anni fa sembrava quasi dire un&#8217;eresia. Oggi, se andiamo a valutare i dati, invece, ci si accorge subito che <strong>l&#8217;e-commerce</strong> oltre a funzionare è diventata anche una forma di vendita a dir poco vincente. Tutto questo è da attribuire al cambiamento <strong>da parte dei consumatori,</strong> che hanno mutato la loro mentalità, riuscendo a capire il senso dello scambio <strong>online</strong> in base alle proprie esigenze.</p>
<p>Nell&#8217;anno 2008 in Italia, l&#8217;economia era lontana anni luce rispetto alla tecnologia internet. Gli esperti associavano lo shopping al <strong>social commerce</strong>, dove si integravano l&#8217;esperienza dell&#8217;acquisto online e quello della condivisione di contenuti del brand che si va ad acquistare.</p>
<p>Nell&#8217;anno successivo si parlava di possibilità di crescita, malgrado la crisi, grazie appunto al <strong>commercio elettronico;</strong> mentre nel 2010 le statistiche mostravano i successi inanellati dalle e-commerce che ci avevano creduto e lavorato bene.</p>
<p>Da qui, poi, sono partiti a catena gli investimenti da parte di <strong>piccole e medie imprese</strong> nella costruzione di un negozio virtuale, che possa essere uno sbocco importante in chiave vendita. Per questo motivo, oggi, abbiamo deciso di analizzare le opportunità di business in questo mondo, creando un decalogo che evidenzi i motivi validi per investire nell&#8217;e-commerce.</p>
<p>1) Il primo motivo è sicuramente l&#8217;aumento di fatturato che una<strong> e-commerce</strong> può portare. In riferimento a nove mercati presi in considerazione, nell&#8217;ultimo anno, si è visto che il fatturato è<strong> cresciuto del 43%</strong>, con punte anche molto più alte in alcuni settori specifici.<br />
2) Aprire un&#8217;e-commerce è sicuramente un passo economico, sia per i costi di gestione e sia per il cliente ultimo che effettuando un acquisto online trova velocità, comodità e migliore assistenza, anche post vendita. A questo, poi, vanno aggiunti i prezzi inferiori dei prodotti e la possibilità di poter leggere una serie di<strong> recensioni sul prodotto stesso</strong>.<br />
3) Secondo uno studio, le PMI che sono online, mostrano una crescita maggiore rispetto a quelle che sono offline.<br />
4) Essere online, secondo lo stesso studio preso in analisi precedentemente, mostra delle ricadute molto positivie anche sul <strong>marketing dell&#8217;azienda.</strong><br />
5) Si è notato che le piccole e medie imprese rappresentano il 99% di quelle che sono le <strong>aziende italiane</strong> e queste producono ben il 70% di fatturato. Di queste aziende, quelle che vengono denominate PMI online attive, cioè con uno sbocco sul <a title="Un blog per la mia azienda. Come fare?" href="http://concentratore.it/un-blog-per-la-mia-azienda-come-fare/">web</a>, sono quelle che negli ultimi tre anni in barba alla crisi hanno aumentato il <strong>loro fatturato</strong> e di conseguenza anche il numero di dipendenti.<br />
6) Il consumatore italiano è predisposto all&#8217;acquisto online, e questo aumenta ulteriormente la competitività delle e-commerce.<br />
7) Si è scoperto, poi, che le attività e-commerce hanno ricadute positive anche sulle <strong>vendite offline.</strong> Questo perchè avere una &#8220;vetrina&#8221; online rappresenta un vantaggio perchè il consumatore ha la possibilità di comparare i prezzi. Uno studio ha rivelato che otto italiani su dieci, spesso cerca solo il prodotto online per effettuare una <strong>comparazione di prezzo,</strong> o leggere delle recensioni; per poi recarsi di persona nel negozio e acquistarlo.<br />
8 ) L&#8217;e-commerce è un&#8217;ottima pubblicità per il <strong>Made in Italy</strong>, visto che ha un ruolo importante sia per la <a title="La comunicazione aggressiva: “We are Anonymous”" href="http://concentratore.it/la-comunicazione-aggressiva-we-are-anonymous/">comunicazione</a> dell&#8217;azienda stessa che per il <strong>marketing</strong>. Avere una vetrina online è&#8217; sicuramente sinonimo di trasparenza per l&#8217;azienda e quindi di sicurezza per il cliente ultimo.<br />
9) Maggiore è la richiesta, migliore è l&#8217;offerta. Le scelte del <strong>consumatore</strong> determinano anche le strategie di vendita e di crescita dell&#8217;e-commerce. Tutto questo a vantaggio soprattutto dell&#8217;immagine del <strong>brand stesso</strong>.<br />
10) L&#8217;e-commerce e la crescita dello stack. In tal senso vogliamo indicare l&#8217;insieme dei settori che possono essere toccati attraverso il commercio elettronico, e quindi che rientrano all&#8217;interno dell&#8217;attività stessa; che crescono in maniera esponenziale.</p>
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		<title>Facebook: pronte le liste per classificare gli amici</title>
		<link>http://concentratore.it/facebook-pronte-le-liste-per-classificare-gli-amici/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 12:25:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Michele Meraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[liste amici Facebook]]></category>

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		<description><![CDATA[Facebook è sempre vicino a tutti noi per offire dei servizi che possano rendere la fruibilità del social network più famoso del mondo, agevole un pò a tutti e soprattutto veloce. In questa ottica è stato lanciato un nuovo servizio legate alle liste che si possono crare, dove inserire tutti&#8230; <a href="http://concentratore.it/facebook-pronte-le-liste-per-classificare-gli-amici/" class="read_more"><br />Continua a leggere ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1864" title="lavagna_buoni_cattivi" src="http://concentratore.it/wp-content/uploads/2012/04/lavagna_buoni_cattivi.jpg" alt="" width="600" height="238" />Facebook è sempre vicino a tutti noi per offire dei servizi che possano rendere la fruibilità del <a href="/category/social-network/">social network </a>più famoso del mondo, agevole un pò a tutti e soprattutto veloce. In questa ottica è stato lanciato un nuovo servizio legate alle liste che si possono crare, dove inserire tutti i contatti che si hanno a disposizione.</p>
<p>Spesso sarà capitato a tutti voi di avere qualche remora ad accettare la<strong> richiesta di amicizia</strong> di qualcuno. La domanda al riguardo era: cosa faccio? Accetto oppure no? Lo conosco appena&#8230;</p>
<p>Ecco che il totale <strong>degli amici inizia</strong> a salire vertiginosamente e nel momento in cui ci si decide a fare un pò di &#8220;pulizia&#8221;, scoppia il dramma. Per evitare tutto questo, <a title="La scuola nell’ “era social” di Facebook" href="http://concentratore.it/la-scuola-nell-era-social-di-facebook/">Facebook</a> ci viene incontro proponendo questa novità molto interessante per la gestione dei contatti: una lista conoscenti, in cui inserire tutti quei contatti che sono un pò in una sorta di limbo; tra lo status di amici e quello semplici persone viste solamente in sporadiche occasioni.</p>
<p>La funzione di questa nuova lista è molto utile, perchè ci consente di ignorare gli aggiornamenti di questi utenti che non rientrano nella <strong>schiera degli amici</strong> stretti; senza però tagliarli fuori dall&#8217;elenco generale che racchiude tutti. Scegliendo questa soluzione, la nostra bacheca non sarà invasa dagli aggiornamenti di tutti i contatti, ma avremo modo di poter vedere solo quelli delle persone con cui interagiamo in maniera costante.</p>
<p>Ovviamente, come riportato anche dal blog <strong>ufficiale di Facebook</strong>, l&#8217;utente che passerà dalla canonica lista degli amici, a quella dei conoscenti, non sarà avvisato di nulla e quindi non si accorgerà della trasmigrazione in altri lidi. Le novità legate a questa nuova &#8220;opzione&#8221; non finiscono qui, perchè in un secondo momento Facebook in maniera autonoma, vi suggerirà in un <strong>box gli utenti</strong> con cui c&#8217;è minore interazione; così da agevolare la vostra cernita e la conseguente operazione di inserimento del contatto nella lista conoscenti.</p>
<p>La possibilità di suddividere gli amici in queste &#8220;special list&#8221; è già attiva da qualche mese; ma non tutti erano a <strong>conoscenza di questa opzione.</strong> Sia la lista &#8220;conoscenti&#8221; che quella &#8220;amici del cuore&#8221;, che evidentemente fa da contraltare a quella di cui abbiamo parlato in precedenza, sono quindi uno strumento utile per gestire in modo più agevole il proprio <strong>contatto Facebook.</strong></p>
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		<title>4 urgenti motivi per cui ti serve un indirizzo email migliore</title>
		<link>http://concentratore.it/4-urgenti-motivi-per-cui-ti-serve-un-indirizzo-email-migliore/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Apr 2012 12:21:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Michele Meraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Strategie]]></category>
		<category><![CDATA[e-mail aziendale]]></category>

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		<description><![CDATA[Ancora oggi molte aziende e professionisti continuano ad usare indirizzi email gratuiti anche per fare affari con gli altri. Non è raro vedere indirizzi aziendale che finiscono con @libero.it, @gmail.com, ecc. e spesso anche se la persona in questione ha un sito con dominio a disposizione.
Certamente quando una persona&#8230; <a href="http://concentratore.it/4-urgenti-motivi-per-cui-ti-serve-un-indirizzo-email-migliore/" class="read_more"><br />Continua a leggere ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1842" title="mail" src="http://concentratore.it/wp-content/uploads/2012/05/mail.png" alt="" width="600" height="340" />Ancora oggi molte <strong>aziende e professionisti</strong> continuano ad usare indirizzi email gratuiti anche per fare affari con gli altri. Non è raro vedere indirizzi aziendale che finiscono con @libero.it, @gmail.com, ecc. e spesso anche se la persona in questione ha un sito con <strong>dominio</strong> a disposizione.</p>
<p>Certamente quando una persona si abitua e impara ad usare un determinato servizio per la posta, poi fa un po&#8217; di fatica a cambiare, specie se non è esperto.</p>
<p>Tuttavia ci sono <strong>molti svantaggi</strong> nell&#8217;usare questi servizi gratuiti invece di creare un <strong>indirizzo di posta</strong> che finisce con il proprio nome dopo la chiocciolina (@nomedell&#8217;azienda.it)</p>
<p>Perché è così importante? Vediamolo insieme:</p>
<p>1. L&#8217;indirizzo di posta gratuito può andar perso facilmente: un indirizzo di posta gratuito possiamo perderlo in qualsiasi momento. Certo è difficile che gmail, libero, ecc. sospendano il loro servizio di posta elettronica, ma potrebbe capitare. Inoltre le condizioni del servizio possono cambiare in qualsiasi momento, o il vostro particolare account può essere sospeso. Se poi la <strong>password viene scoperta</strong> l&#8217;account viene rubato recuperarlo è molto difficile.</p>
<p>Con un indirizzo di posta legato al vostro nome a dominio invece avrete il pieno controllo sulla <strong>casella di posta</strong>. Il numero di opzioni possibili è davvero enorme, e l&#8217;account non può essere rubato o sospeso.</p>
<p>2. Un indirizzo email che finisce @nomedellazienda.it è molto più professionale: magari una persona non ci fa caso, ma sono davvero tanti che badano a chi devono scrivere. Un indirizzo email che finisce con il nome dell&#8217;azienda crea nell&#8217;utente una sensazione di solidità e serietà, ed è quasi una garanzia implicita che l&#8217;email verrà controllata.</p>
<p>Questo vale anche se inviamo una email e aspettiamo una risposta: alcuni non rispondono ad indirizzi <strong>email gratuiti</strong> perché non vogliono perdere tempo con persone poco serie. Dopotutto se siamo seri riguardo il nostro lavoro e il nostro contatto con la rete probabilmente vogliamo un indirizzo email che <strong>suoni professionale</strong>.</p>
<p>3. È più facile gestire la posta: molte persone usano l&#8217;indirizzo email sia per<strong> ragioni personali</strong> che per questioni professionale, e ciò è vero soprattutto tra i <strong>liberi professionisti.</strong> Lo svantaggio è evidente: non solo c&#8217;è il rischio che email importanti si perdano tra montagne di spazzatura, ma una distrazione potrebbe portarvi ad inviare una email per la fidanzata ad un cliente!</p>
<p>4. Un indirizzo email costa poco: il numero di offerte per avere un <a title="Google, dominio assoluto?" href="http://concentratore.it/google-dominio-assoluto/">dominio</a> e poi indirizzo email che finisce con il proprio nome è enorme, ed è sicuramente economico rispetto ai vantaggi offerti.</p>
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		<title>10 argomenti da twittare dall&#8217;account aziendale</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Apr 2012 10:43:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Michele Meraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[consigli twitter]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[Una volta aperto l&#8217;account e aver salutato la comunità d Twitter i responsabili delle aziende vanno nel panico, e non sanno più cosa twittare. In particolare di cosa parlare per aumentare i follower interessati? Ecco qualche idea:

1. Annunci e novità riguardanti l&#8217;azienda: non solo nuovi prodotti, ma anche orari,&#8230; <a href="http://concentratore.it/10-argomenti-da-twittare-dallaccount-aziendale/" class="read_more"><br />Continua a leggere ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una volta aperto l&#8217;account e aver salutato la <strong>comunità d Twitter</strong> i responsabili delle aziende vanno nel panico, e non sanno più cosa twittare. In particolare di cosa parlare per <strong>aumentare i follower</strong> interessati? Ecco qualche idea:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1779" title="twitter" src="http://concentratore.it/wp-content/uploads/2012/04/twitter.png" alt="" width="600" height="377" /></p>
<p>1. Annunci e novità riguardanti l&#8217;azienda: non solo nuovi prodotti, ma anche orari, date degli eventi e piccole note a margine per rendere la relazione <strong>cliente/azienda</strong> più comoda.</p>
<p>2. Novità riguardanti il settore: c&#8217;è una particolare novità nel settore che interesserà i vostri clienti? Twittate un link ad un <strong>articolo completo</strong>, sul vostro <a title="6 articoli immancabili in un blog aziendale" href="http://concentratore.it/6-articoli-immancabili-in-un-blog-aziendale/">blog</a> o uno altrui.</p>
<p>3. Chiedi consigli: alle persone <strong>piace aiutare</strong> e chiedere un consiglio è un buon modo per coinvolgerle nella <strong>propria azienda</strong>.</p>
<p>4. Informa della disponibilità di nuovi <strong>posti di lavoro:</strong> c&#8217;è sempre qualcuno alla ricerca di un posto di lavoro, e annunciare la disponibilità di nuovi posti fornisce una certa notorietà, ed aumenta anche la possibilità di trovare la <strong>persona giusta.</strong></p>
<p>5. Rispondi alle domande degli altri utenti di <strong>Twitter</strong>, dando la priorità a chi chiede informazioni relative al tuo <a title="Branding: un marchio per la tua azienda" href="http://concentratore.it/branding-un-marchio-per-la-tua-azienda/">brand.</a></p>
<p>6. Chiedi feedback sui prodotti e sui servizi: chiedi un feedback preciso, ad esempio: &#8220;avete provato ad usare le nostre padelle per la bistecca? Come vi siete trovati?&#8221;</p>
<p>7. Posta gli ultimi aggiornamenti <strong>del tuo blog</strong> e del tuo sito con relativo link.</p>
<p>8. Partecipa attivamente alla comunità, intervenendo quando è opportuno. Ricorda inoltre che puoi amentare la tua <strong>visibilità</strong> fornendo contenuti utili relativi agli hashtag legati al settore della tua azienda.</p>
<p>9. Organizza delle <strong>offerte speciali</strong> esclusive per chi ti segue su <strong>Twitter</strong>. Non dimenticare inoltre di informare anche di offerte aperte a tutti.</p>
<p>10. Scrivi quotidianamente, o comunque abbastanza spesso, brevi trucchi o consigli su come usare i tuoi prodotti o servizi. Questo tipo di Tweet è infatti molto apprezzato.</p>
<p>Questi 10 argomenti possono aiutarti a rendere il brand <strong>sufficientemente popolare</strong> su Twitter da garantirti un buon ritorno economico, e anche l&#8217;instaurazione di contatti con persone interessanti.<br />
Un ultimo consiglio: ricorda sempre di usare <strong>l&#8217;hashtag</strong> appropriato per ogni Tweet.</p>
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		<title>6 articoli immancabili in un blog aziendale</title>
		<link>http://concentratore.it/6-articoli-immancabili-in-un-blog-aziendale/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 16:37:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Michele Meraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Realizzazioni Web]]></category>
		<category><![CDATA[Strategie]]></category>
		<category><![CDATA[blog azienda]]></category>

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		<description><![CDATA[Il blog aziendale ci permette di offrire al nostro pubblico contenuti utili. Redarre questi contenuti ci permette di avere il nostro sito e il nostro nome pubblicizzato spontaneamente dagli utenti, e di essere ricordati come un punto di riferimento.
Ma cosa possiamo inserire negli articoli di un blog?

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Raccontare&#8230; <a href="http://concentratore.it/6-articoli-immancabili-in-un-blog-aziendale/" class="read_more"><br />Continua a leggere ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il blog aziendale ci permette di offrire al nostro pubblico <strong>contenuti utili.</strong> Redarre questi contenuti ci permette di avere il nostro sito e il nostro nome pubblicizzato spontaneamente dagli utenti, e di essere ricordati come un punto di riferimento.</p>
<p>Ma cosa possiamo inserire negli articoli di un blog?</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1774" title="idea-per-il-tuo-blog" src="http://concentratore.it/wp-content/uploads/2012/04/idea-per-il-tuo-blog.png" alt="" width="600" height="350" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Raccontare come abbiamo risolto il problema di un cliente:</strong></p>
<p>Se la nostra <strong>azienda</strong> ha aiutato un cliente a risolvere dei problemi particolarmente difficili, raccontiamolo.<br />
Raccontiamo il problema del cliente, perché si trattava di una situazione difficile nel settore, come abbiamo agito, dove abbiamo messo mano e cerchiamo di far capire perché siamo stati davvero competenti nel <strong>risolvere la problematica.</strong><br />
Facciamo anche partecipare lo stesso cliente, da cui <strong>dobbiamo ottenere l&#8217;autorizzazione,</strong> in modo da dare al pubblico <strong>una testimonianza</strong> più imparziale, che verrà sicuramente apprezzata. Questo tipo di articolo fa vedere al pubblico come lavoriamo, e se la storia è davvero avvincente viene condivisa.</p>
<p><strong>Spiegare come utilizzare i prodotti o i servizi venduti:</strong></p>
<p>Il manuale d&#8217;istruzioni cartaceo ha dei limiti: non può essere aggiornato, può andar perso, non può essere accessibile da tutto il mondo e ogni pagina ha un costo.<br />
Nel blog invece possiamo spiegare in maniera approfondita come funziona ciò che vendiamo, aggiornando quello che scriviamo man mano che riceviamo <strong>feedback dagli utenti.</strong> Se vediamo che una determinata caratteristica non è ben compresa, possiamo aggiornare.<br />
Inoltre grazie ai commenti <strong>possiamo rispondere</strong> alle domande degli utenti pubblicamente, e rendere a disposizione di tutti risposte che altrimenti richiederebbero una telefonata all&#8217;assistenza clienti.</p>
<p><strong>Far vedere come risolvere problemi reali con ciò che vendiamo:</strong></p>
<p>Non sempre è chiaro ai potenziali clienti quali problemi possono risolvere rivolgendosi a noi. Se ciò che vendiamo ha utilizzi multipli <strong>possiamo scrivere</strong> un articolo per ogni possibile utilizzo.<br />
Questi articoli hanno il vantaggio di essere trovati nei <a title="Motori di Ricerca" href="http://concentratore.it/category/google/">motori di ricerca</a>: le persone cercano spesso soluzioni ai propri problemi tramite <a title="Google + : a qualcuno piace “caldo”" href="http://concentratore.it/google-a-qualcuno-piace-caldo/">Google</a>.</p>
<p><strong>Trovare modi originali di usare i nostri prodotti e servizi:</strong></p>
<p>Nel blog la <a title="Strategie persuasive: il reframing" href="http://concentratore.it/strategie-persuasive-il-reframing/">comunicazione</a> si può fare più personale e giocosa. Se conosciamo modi originali di usare i nostri prodotti e servizi, offriamo queste idee al nostro pubblico.</p>
<p><strong>Illustrare le nuove sfide dell&#8217;azienda:</strong></p>
<p>Molte volte si portano delle piccole <strong>innovazioni nel nostro settore</strong>. Non dobbiamo raccontare i nostri segreti aziendali, ma se stiamo creando qualcosa di nuovo e utile possiamo parlarne quanto basta per creare un minimo d&#8217;attesa tra i nostri clienti.</p>
<p><strong>Aggiornamenti costanti sullo stato dell&#8217;azienda:</strong></p>
<p>Non solo nel <a title="Il sito non sito che non sita" href="http://concentratore.it/il-sito-non-sito-che-non-sita/">sito</a>, ma anche attraverso una breve <strong>news del blog</strong> da cancellare quando diventano obsolete, possiamo informare gli utenti riguardo eventi, orari e novità.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Come tenere aggiornato il proprio sito web (col minimo sforzo)</title>
		<link>http://concentratore.it/come-tenere-aggiornato-il-proprio-sito-web-col-minimo-sforzo/</link>
		<comments>http://concentratore.it/come-tenere-aggiornato-il-proprio-sito-web-col-minimo-sforzo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 04 Apr 2012 08:25:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Michele Meraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Realizzazioni Web]]></category>
		<category><![CDATA[Strategie]]></category>
		<category><![CDATA[aggiornare sito web. serp. ranking]]></category>
		<category><![CDATA[update]]></category>

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		<description><![CDATA[Mantenere i contenuti sempre aggiornati è il pensiero di ogni proprietario di un sito web, e come abbiamo visto in precedenza, la preoccupazione principale del motore di ricerca, che in caso contrario lo spedisce in fondo alle Serp.

Purtroppo a volte succede che non ci sono notizie fresche, o che&#8230; <a href="http://concentratore.it/come-tenere-aggiornato-il-proprio-sito-web-col-minimo-sforzo/" class="read_more"><br />Continua a leggere ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mantenere i contenuti sempre <strong>aggiornati</strong> è il pensiero di ogni proprietario di un sito web, e come abbiamo visto in precedenza, la preoccupazione principale del <span style="text-decoration: underline"><a title="La grande G : il pericolo Google" href="http://concentratore.it/la-grande-g-il-pericolo-google/">motore di ricerca</a></span>, che in caso contrario lo spedisce in fondo alle <span style="text-decoration: underline"><a title="Google plus ti mette le aaaaali!!" href="http://concentratore.it/google-plus-ti-mette-le-aaaaali/">Serp</a></span>.</p>
<p><img class="size-full wp-image-1698 aligncenter" src="http://concentratore.it/wp-content/uploads/2012/03/updated.jpg" alt="updated" width="600" height="350" /></p>
<p>Purtroppo a volte succede che non ci sono notizie fresche, o che non ci siano nuovi prodotti in arrivo e quindi ci si può ritrovare nella spiacevole situazione di non avere niente da inserire per tenere aggiornato il nostro <strong>sito web</strong>. Ma allora come si può fare in modo che le nostre pagine siano sempre aggiornate? Vediamo un metodo rapido per compensare i periodi morti.</p>
<p>1) scegliere una parte della propria home page da modificare;<br />
2) darle un nome invitante ma generico, qualcosa tipo &#8220;in primo piano&#8221;, &#8220;in evidenza&#8221;, &#8220;novità&#8221;, eccetera;<br />
3) scegliere un aspetto della propria attività, ad esempio un certo servizio, un particolare prodotto e così via;<br />
4) scrivere qualche frase ad effetto inerente gli aspetti scelti al punto 3 senza essere prolissi rendendo rapida e breve la lettura, creando un <span style="text-decoration: underline"><a title="Le pagine web lunghe non sono penalizzanti" href="http://concentratore.it/le-pagine-web-lunghe-non-sono-penalizzanti/">link interno</a></span> alla pagina interessata;<br />
5) ripetere questa operazione ogni due o tre settimane se è necessario.</p>
<p>Questo approccio porta a due risultati interessanti. Il primo è che a seconda dei contenuti del proprio <strong>sito web</strong>, come prodotti, servizi offerti, eccetera, si riesce a mantenere alto il <span style="text-decoration: underline"><a title="Google Panda contro i siti “brutti”" href="http://concentratore.it/google-panda-contro-i-siti-brutti/">ranking</a> </span>anche per mesi con questo sistema. Il secondo è che tutto questo può essere fatto col <strong>minimo sforzo</strong>, e in pochissimo tempo.</p>
<p>Ovviamente, avendo a disposizione i <strong>nuovi contenuti</strong> &#8220;reali&#8221; da inserire è bene aggiornare il proprio sito web, magari servendosi anche delle <span style="text-decoration: underline"><a title="Youtube e le anteprime… “bollenti”!" href="http://concentratore.it/youtube-e-le-anteprime-bollenti/">case history</a></span> costituite ad esempio dalle opinioni dei vostri clienti.</p>
<p>Se aveste domande o dubbi dite pure la vostra utilizzando i commenti.<br />
Buon web a tutti!</p>
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		<title>Social network e politica: qualcosa di sinistr..o</title>
		<link>http://concentratore.it/social-network-e-politica-qualcosa-di-sinistr-o/</link>
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		<pubDate>Sat, 31 Mar 2012 08:31:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Michele Meraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[pd]]></category>
		<category><![CDATA[pd twitter]]></category>
		<category><![CDATA[politica social network]]></category>
		<category><![CDATA[qualcosa di sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[rutelli paola concia]]></category>

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		<description><![CDATA[Ormai è consuetudine che il Partito Democratico svolga da qualche tempo le sue riunioni a porte chiuse. Una volta i giornalisti assediavano la sede del Pci in Via delle Botteghe Oscure, per conoscere le decisioni sugli equilibri e le politiche del partito.

Erano altri tempi, quando la tecnologia nel campo&#8230; <a href="http://concentratore.it/social-network-e-politica-qualcosa-di-sinistr-o/" class="read_more"><br />Continua a leggere ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai è consuetudine che il <strong>Partito Democratico</strong> svolga da qualche tempo le sue riunioni a porte chiuse. Una volta i giornalisti assediavano la sede del Pci in Via delle Botteghe Oscure, per conoscere le decisioni sugli equilibri e le politiche del partito.</p>
<p><img class="size-full wp-image-1729 aligncenter" src="http://concentratore.it/wp-content/uploads/2012/03/pd-tweet.jpg" alt="pd tweet" width="600" height="350" /></p>
<p>Erano altri tempi, quando la tecnologia nel campo della <span style="text-decoration: underline;"><a title="La comunicazione aggressiva: “We are Anonymous”" href="http://concentratore.it/la-comunicazione-aggressiva-we-are-anonymous/">comunicazione</a></span> non era ancora arrivata ai livelli attuali, in cui chiunque, tramite uno smartphone o un tablet, può <strong>condividere</strong> i contenuti su internet. Ed è così che una riunione a porte chiuse per la stampa, diventa una riunione a porte aperte per il resto del mondo. Strano ma vero. E&#8217; quello che è successo in questi giorni nella sede di Largo del Nazareno a Roma, sede nazionale del Pd. Durante la riunione, molti dei componenti del partito hanno utilizzato <strong>Twitter</strong>, postando gli aggiornamenti sulla seduta in <span style="text-decoration: underline;"><a title="Svegliati televisione" href="http://concentratore.it/svegliati-televisione/">tempo reale</a></span>. Questo crea un notevole spunto di riflessione su come dovrebbe essere fatta la <strong>politica </strong>nei nostri tempi.</p>
<p>Per un partito di ispirazione progressista, quella del <strong>social sharing</strong> è una mossa pubblicitaria sicuramente più azzeccata di certe <span style="text-decoration: underline;"><a title="Viral marketing, ti presento il PD" href="http://concentratore.it/viral-marketing-ti-presento-il-pd/">campagne viral</a>i</span> di stampo fantozziano. Certo è vero anche che è sottile la linea tra l&#8217;innovazione e l&#8217;incoerenza, perché svolgere a porte chiuse una riunione, postandone poi il contenuto quasi integralmente su un <strong>social network,</strong> ha un che di rabbrividente (e scusate la locuzione, desueta ma calzante).</p>
<p>Che la condivisione in real time e il <span style="text-decoration: underline;"><a title="Youtube e la pubblicità “invadente”" href="http://concentratore.it/youtube-e-la-pubblicita-invadente/">social sharing</a></span> riescano a permeare il duro carapace di quella <strong>politica</strong> vecchio stile alla quale siamo abituati? Questo forse è ancora da vedere. Ma una cosa è certa: se è vero che la sovranità appartiene al popolo, sarebbe ora che i palazzi del potere e chi li occupa non siano più sepolcri imbiancati, ma diventino finalmente cristallini e garantiscano la partecipazione attiva dei cittadini. A proposito di &#8220;dire <strong>qualcosa di sinistra</strong>&#8220;&#8230;</p>
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		<title>2021, la morte di Facebook</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Mar 2012 07:29:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Michele Meraglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[aggiornamenti facebook]]></category>
		<category><![CDATA[amicizia facebook]]></category>
		<category><![CDATA[facebook chiude]]></category>
		<category><![CDATA[morte facebook]]></category>

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		<description><![CDATA[Le amicizie vere sono poche, e questa è una cosa che sappiamo tutti dall&#8217;infanzia. Ma cosa succede quando trasportiamo questa massima sul social network?

Secondo uno studio condotto dall&#8217;istituto Annenberg Program di Washington il tasso di cancellazioni degli amici da parte degli utenti di Facebook è salito dal 56 al&#8230; <a href="http://concentratore.it/2021-la-morte-di-facebook/" class="read_more"><br />Continua a leggere ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le amicizie vere sono poche, e questa è una cosa che sappiamo tutti dall&#8217;infanzia. Ma cosa succede quando trasportiamo questa massima sul <strong>social network</strong>?</p>
<p><img class="size-full wp-image-1695 aligncenter" src="http://concentratore.it/wp-content/uploads/2012/03/Morto-su-Facebook.jpg" alt="Facebook death" width="600" height="350" /></p>
<p>Secondo uno studio condotto dall&#8217;istituto Annenberg Program di Washington il tasso di cancellazioni degli amici da parte degli utenti di <span style="text-decoration: underline;"><a title="La scuola nell’ “era social” di Facebook" href="http://concentratore.it/la-scuola-nell-era-social-di-facebook/">Facebook</a></span> è salito dal 56 al 63%, un salto di ben 7 punti solo negli ultimi due anni. Se il trend rimanesse tale, i conti sono presto fatti: entro il <strong>2021</strong> il <strong>Facebook</strong> che conosciamo oggi non ci sarebbe più, trasformandosi in una sorta di deserto stile Second Life, per chi l&#8217;ha mai sentito nominare.</p>
<p>Tradotto in numeri, il risultato della ricerca è ancora più allarmante per l&#8217;azienda di Palo Alto, in quanto si parla di <strong>mezzo miliardo </strong>di cancellazioni di utenti da parte dei rispettivi net friends, solo nel 2011. Tenendo presente che il business di <strong>Facebook</strong> è legato principalmente agli <span style="text-decoration: underline;"><a title="Google: nuove politiche per la privacy" href="http://concentratore.it/google-nuove-politiche-per-la-privacy/">annunci contestuali</a></span> basati sui gusti degli utenti e definiti dalle condivisioni e dai like, questa notizia è come una spada di Damocle pendente sulla testa di <span style="text-decoration: underline;"><a title="C’era una volta il diario di Facebook…" href="http://concentratore.it/cera-una-volta-il-diario-di-facebook/">Zuckerberg</a></span>.</p>
<p>La ragione di questa morìa di amicizie, sembra sia da ricercare nell&#8217;età media degli utenti correlata alla data di iscrizione al <span style="text-decoration: underline;"><a title="Google + : a qualcuno piace “caldo”" href="http://concentratore.it/google-a-qualcuno-piace-caldo/">social network</a></span>. In altre parole, gli utenti di <strong>Facebook </strong>stanno &#8220;invecchiando&#8221; e iniziano a definire delle priorità quali la <span style="text-decoration: underline;"><a title="Pubblicità e privacy: chi vincerà?" href="http://concentratore.it/pubblicita-e-privacy-chi-vincera/">privacy</a></span>  e la vita lavorativa, allontanandosi inesorabilmente dal social network.</p>
<p>Del resto non è una novità: è successo per IRC, con C6, con Windows Live e poi per le prime community come<strong> MySpace</strong>.</p>
<p>Sul web, a quanto pare, il concetto di tempo è veramente relativo.</p>
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