Essere primo su Google e tagliare il traguardo della serp

Il caldo non è ancora insopportabile eppure ha già cominciato a fare danni. Penso per esempio che abbia confuso un po’ le idee di alcuni clienti. Lo spero davvero, perché sarebbe l’unica giustificazione ad alcune richieste per così dire… estrose. Penso, per esempio, a quei clienti che pretendono risultati brillanti “entro domani” e non capiscono proprio perché per noi, professionisti del web, questo sia un traguardo impossibile da raggiungere in un giorno e senza alcune condizioni imprescindibili.

La richiesta-tipo è questa: voglio essere primo su Google; la lamentela standard è invece questa: perché non sono primo su Google?

Come la giri e la volti, la preoccupazione del cliente ruota sempre e solo attorno alla visibilità su Google. Per carità, lui paga e io devo garantire il risultato, peccato che, dalla commissione del lavoro allo svolgimento dello stesso, siano avvenute le seguenti cose:

  1. ho chiesto al cliente l’argomento del sito ma lui non me ne ha dato neanche uno;
  2. ho chiesto al cliente il target di riferimento e lui ha detto “non lo so, vedi tu”;
  3. ho ascoltato le sue idee confuse per capire se puntare più sul tema arredamento d’interni o su quello di fitness e benessere, ma ancora non ci ho capito niente;
  4. mi sono fatto forza e mi sono impegnato a portare avanti un brainstorming, un briefing, una ricerca dettagliata delle parole chiave, un incontro con i miei colleghi SEO e content editor. Ho fatto di tutto pur di dare al cliente gli strumenti necessari a capire come definire il lavoro e gestirlo. Ma niente, non c’è stato verso;
  5. ho istruito il mio cliente e i suoi collaboratori sull’importanza dei contenuti originali, del corretto utilizzo dei social network ma forse in quel momento lui pensava ad altro;
  6. ho cercato di farlo spaventare raccontandogli la storia di Panda e Penguin, di come due innocui animali abbiano penalizzato decine e decine di siti rendendo di fatto difficile – se non impossibile – un buon posizionamento su Google.

Ho chiesto aiuto a Matt Cutts, ai manuali Apogeo e a un Super Saiyan, e alla fine il mio cliente mi ha detto: voglio essere primo su Google; perché non sono primo su Google?
Caro cliente-ti-pago-e-voglio-i-risultati-subito-anzi-subitissimo, se tu gestisci il tuo sito e continui a non essere primo su Google, forse io consulente web sto sbagliando qualcosa, ma tu fai un mea culpa e dimmi:

  • hai copiato testo da altri siti, magari molto più datati e affermati del tuo?
  • hai scritto testi con la keyword che ricorre 20 volte in un post di 30 parole?
  • hai inserito nel sito tutto quello che ti andava senza esserti posto un obiettivo?
  • hai deciso di cambiare layout, font e argomenti una volta ogni due settimane?
  • hai ignorato i social network, o peggio ancora hai usato Facebook, Twitter e Google plus come se fossero tutti la stessa cosa?
  • hai scritto e riscritto il codice html più e più volte in un mese?
  • hai ignorato i feedback degli utenti e la possibilità di definire un argomento centrale?
  • hai inserito elementi in Flash in ogni pagina del sito?
  • hai messo una canzoncina di benvenuto in home page senza dare la possibilità di spegnerla?

Se le tue risposte sono una maggioranza di “sì, l’ho fatto”, allora hai anche svelato l’arcano: non sei primo su Google perché hai agito in modo sbagliato e scorretto; se davvero vuoi essere primo su Google devi affidarti e fidarti di un professionista della comunicazione e del web.

Prima che vada a fare una doccia fredda per calmarmi ditemi, cari colleghi, pretendo troppo o anche voi di fronte alle richieste di alcuni clienti diventate come l’incredibile Hulk alle prese con la sua furia incontrollabile?