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Archivio per la categoria ‘Social Network’

Mistificazione e verità. Sono i pilastri della comunicazione pubblicitaria da quando esiste il commercio. La domanda più ricorrente (e in molti casi anche l’unica) che ci si è sempre posti, è come rendere appetibile un prodotto per invogliarne l’acquisto.

Anonymous

Allora mi vengono in mente quelle televendite dove pubblicizzano con redazionali da 15 minuti, quei prodotti per il fitness sulle reti private. Quindici minuti della propria vita sprecati a guardare uomini e donne con fisici statuari e sinuosi da far invidia ad atleti professionisti, che mostrano come i prodotti che stanno usando diano con facilità e “con 5 minuti al giorno” risultati incredibili. Appunto. Incredibili, nel senso etimologico del termine. Questa è mistificazione.

Per il secondo esempio devo spegnere la televisione ed accedere ad Internet. E solo per questo, potrei già terminare il discorso. Comunque, come dicevo, accedo ad Internet e poi entro sul social network. Qualcuno ha condiviso il link del sito di una parlamentare appena violato da “Anonymous“, un gruppo di hacker indipendenti, che ha pubblicato sulla sua home page una serie di domande più che lecite, domande che nessun “giornalista” si sognerebbe di fare ai diretti interessati e che nessun giornale pubblicherebbe su richiesta. Questa per tutta riposta li canzona “(…) in un momento in cui tanto si parla di libertà di stampa, di libertà di informazione e di democrazia, non sarebbe stato meglio chiedere la pubblicazione delle vostre rimostranze, piuttosto che irrompere in uno spazio dedicato ad altro?  Ipse dixit.
Se ne deduce che per comunicare cose vere, il modo più semplice sia un tipo di comunicazione “aggressiva”, per così dire, per evitare di essere osteggiati da chi ha interessi opposti. E questo di Anonymous è solo un esempio estremo di modalità attualmente in auge

Per concludere, la mistificazione ha una pubblica rilevanza ed è ben tollerata e di conseguenza il marketing si basa quasi completamente sul concetto che l’importante non è vendere il prodotto, bensì vendere l’idea che l’utente si fa del prodotto. Qualcuno dirà: “Beh, mi sembra ovvio.”
Può darsi. Poi però, non capisco perchè lamentarsi quando al posto di un I-phone ci si vede recapitare un mattone in laterite.

E questa è la verità.

Uno dei siti web più cliccati nella rete è senza dubbio Youtube. Oltre al pure divertimento e all’informazione, Youtube viene utilizzato molto nel web marketing, come abbiamo visto più volte.

Anteprima youtube

Quando si fa social media marketing per la propria azienda, spesso viene utilizzato Youtube per caricarvi video da mostrare o condividere sui vari social network.
Quando un video viene condiviso su un social network, la cosa che salta all’occhio e che nel 95% dei casi invoglia un utente a vederlo è la cosiddetta “anteprima“, ovvero un fotogramma che viene selezionato dall’autore o automaticamente da Youtube per essere mostrato nel riquadro del video prima che questo venga eseguito.

Un‘anteprima “accattivante” quindi, invoglierà molti più utenti a guardare il video che avete girato e montato per la vostra azienda. Un mio collega proprio ieri mi ha raccontato una case history molto interessante. Il titolare di un autosalone gli ha chiesto di migliorare la visibilità del proprio sito web con una campagna di social media marketing, con la possibilità di utilizzare anche uno spot girato l’estate scorsa. A quanto pare il video è stato pubblicato più volte sulla pagina Facebook dell’azienda ma non se l’è filato praticamente nessuno. Il mio collega ha guardato il video e ha cambiato l’anteprima del video, utilizzando il fermo immagine di una ragazza in bikini appoggiata ad una delle auto in esposizione, una Aston Martin DB7.

La pagina ha subìto un assalto quando il video è stato condiviso, e il video stesso ha segnato un’impennata di contatti e di like e di commenti, con grande soddisfazione del cliente.

Attenzione però all’effetto “off topic”! Quando l’immagine di anteprima non è parte integrante o fondamentale del video, l’effetto ottenuto è quello opposto: gli utenti daranno il pollice verso al video e lasceranno commenti tutt’altro che piacevoli. E nel caso in cui venissero usate delle immagini un po’ troppo “bollenti”, le policy di Youtube sono lapidarie:

“Se hai aggiunto un clip osé al video dei tuoi cuccioli, nella speranza che questo possa fargli guadagnare visibilità, apparendo nell’anteprima, sappi che dovremo segnalare il video come contenente materiale per adulti . A buon intenditor…”

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Da circa un paio di mesi è online un nuovo sito che aspira a diventare un nuovo punto di incontro per milioni di utenti. Si tratta di Pinterest, un concentratore di bacheche elettroniche (Pin=puntina, interest=interesse) sulle quali gli utenti condividono le loro immagini. Praticamente è una specie di fusione tra Flickr e Tumblr.

Pinterest

La cosa è interessante è il risvolto positivo che questo nuovo social media potrebbe avere nel settore del web marketing turistico. Se ad esempio il titolare di una struttura alberghiera decidesse di usare Pinterest, potrebbe pubblicare un servizio fotografico completo della propria struttura, le camere, gli ambienti in comune, dintorni dell’hotel, servizi associati e non, e via discorrendo.

Questo deporrebbe a favore della struttura, sicuramente meglio delle lunghe e a volte noiose e fredde descrizioni testuali che a volte vengono persino tralasciate dal’utente. Pinterest mette a disposizione anche la condivisione su Facebook dei propri contenuti, e questa interazione semplificata, garantisce una ancor superiore visibilità.

Gli strumenti che il web ogni giorno ci mette a disposizione sono molteplici e non è semplice a volte comprenderne il potenziale prima di utilizzarli. Ma sicuramente Pinterest ha una marcia in più per quanto riguarda l’aspetto “web marketing“, perchè effettivamente rappresenta una innovazione che a quanto pare sta prendendo sempre più piede, ovvero quella di dare sempre più risalto all’aspetto “media“, rispetto ai normali contenuti testuali, ed è lecito pensare che forse questa tendenza spingerà fra qualche tempo a ripensare al concetto di SEO come lo conosciamo oggi.

A partire dal dicembre scorso, Facebook ha rinnovato il proprio design inserendo la Timeline, una specie di diario di bordo attraverso il quale sarà più facile per gli utenti ripercorrere a ritroso tutte le attività svolte sul social network, attraverso i giorni i mesi e gli anni.

Timeline vs  Fan Page

Il nuovo sistema, a quanto pare, influisce negativamente sulla visibilità delle pagine Fan di Facebook, che come abbiamo detto più volte, rappresentano una vetrina per molte aziende sul social network. Questo succede perché in base alla nuova struttura della pagina di Facebook,  ciò che viene messo maggiormente in risalto sono le immagini, che sia nella home che nei profili, risultano essere molto più grandi rispetto a prima, catturando così maggiore attenzione.

Quindi entra in ballo anche il fattore “immagini”, il cui utilizzo per le pagine fan è sempre stato di fondamentale importanza, in quanto è ampiamente dimostrato come un link pubblicato, quando è accompagnato da un’immagine, attrae molti più utenti.
L’aspetto più accattivante della Timeline fa passare in secondo piano questi post, che vengono surclassati dal resto dei contenuti pubblicati man mano dagli utenti, causando un notevole calo di utenza verso le pagine fan.

E’ ragionevole supporre che anche le pagine fan beneficeranno di un qualche tipo di innovazione, che permetta di utilizzarle come e meglio di prima, adeguandole alle funzionalità della Timeline. Queste pagine, così utili al Social Media Marketing, rischiano altrimenti di perdere di utilità, danneggiando la visibilità “social” delle aziende che ne posseggono una.

E questo, per il social network più gettonato in assoluto, potrebbe essere davvero un imperdonabile autogol.

Il social media marketing è ormai una realtà di fatto e le aziende utilizzano sempre con maggiore intensità i Social Network.

social media marketing

Arrivano quindi anche le prime statistiche sul funzionamento degli strumenti messi a disposizione da un mezzo tanto potente, come ad esempio Facebook, di cui abbiamo parlato più volte attraverso queste pagine. Edgerank Checker in particolare, ha effettuato un’indagine volta a misurare la durata del ciclo vitale di un post, pubblicato da una pagina ufficiale. E’ stato calcolato su un campione di ben 30mila post che la durata media è di circa 3 ore e sette minuti, tempo oltre il quale il post perde di visibilità e quindi di efficacia e sparisce anche dai news feeds.

In base ai “like” e ai commenti ottenuti da un determinato post, è possibile stabilire quale sia il momento adatto a ripubblicarlo e attirare nuovi utenti nelle fasce orarie successive.
Va da se che  in base al numero di fan di una pagina e alla notorietà del prodotto, le cifre indicate tendono a dilatarsi, e in quel caso un post può “vivere” anche 10 ore e più, ma si parla comunque di casi specifici relativi a grossi nomi commerciali, specialmente legati al settore tecnologico.

Utilizzando quindi i post della pagina ufficiale della propria azienda per pubblicizzare un prodotto, bisogna tener presente il fattore “durabilità” del post, per evitare un errore molto comune, ovvero l’ overposting, cioè la pratica di pubblicare un post più volte di seguito in un breve lasso di tempo, allo scopo di tenerlo in cima alla lista dei news feeds.

Questa pratica va evitata, dato che ogni post successivo sottrae utenti a quello precedente, impedendo quindi di conoscere il livello di popolarità del post originale,